I luoghi dove ritrovarsi
Credo esistano luoghi dove ritrovarsi che possiedono una strana energia, francamente non saprei spiegare da dove venga e probabilmente non ha nemmeno molto senso cercare di farlo, ma li, inconsapevolmente, il mio spirito si ricarica.

Non necessariamente perché siano i più belli che ho visto, ma perché lì accade qualcosa di raro: non ho bisogno di niente e, soprattutto, non ho bisogno di nessuno, anzi, quasi desidero rimanere solo, ma solo davvero, senza dover parlare, spiegare, ascoltare, rispondere.
È come se il mondo, per qualche ora, smettesse di reclamarmi ed è proprio allora che comincio a reclamare me stesso. Mi immergo mei miei pensieri senza limiti, senza una meta precisa e lascio che la mente vaghi, ritorni indietro, ricostruisca episodi, riapra vecchi cassetti e immagini possibilità che forse non esisteranno mai.
Mi faccio domande riuscendo, qualche volta persino a darmi delle risposte. Mi spiego, mi giustifico, mi assolvo per alcune cose e per altre, finalmente, trovo il coraggio di dichiararmi colpevole, perchè quando sono veramente solo non esiste più nessuno davanti al quale salvare la faccia. Rimango solo io, punto, e a me stesso posso raccontare tutte le bugie che voglio, ma in certi luoghi diventano improvvisamente difficili da credere ed è in quel momento che sprigiono i miei demoni, ammetto le mie paure, riconosco le mie debolezze, ripenso alle persone che ho ferito e a quelle che hanno ferito me e mi domando cosa avrei potuto fare diversamente e cosa, invece, rifarei esattamente nello stesso modo.
Poi arrivano i desideri. Quelli confessabili e quelli che normalmente nascondo persino a me stesso, le aspirazioni, i rimpianti e le occasioni perdute ed infine le promesse, quelle solenni che probabilmente non manterrò mai e quelle talmente semplici che mi chiedo perché ho aspettato così tanto per farle. “Da domani cambierò. Questa cosa non la farò più. Quella persona la chiamerò. Questa volta penserò un po’ di più a me.” Forse so già che alcune di quelle verranno dimenticate non appena tornerò alla mia vita, ma in quel momento ci credo e forse è sufficiente anche questo, perchè in quei luoghi accade qualcosa che nella vita quotidiana diventa sempre più difficile: MI parlo e MI confido. Senza intermediari, senza testimoni e senza il bisogno di apparire migliore di ciò che sono veramente.
Divento in pratica contemporaneamente il malato e il medico di me stesso. Mi siedo metaforicamente dall’altra parte della scrivania, racconto i miei sintomi al dottore e poi torno dall'altro lato cercando di capire quale possa essere la cura, trovandola solo poche volte.
E' forse questa la vera forza di certi luoghi : non mi cambiano, non risolvono i problemi, non cancellano le mie colpe e non realizzano i miei desideri, solo e semplicemente mi mettono nelle condizioni di ritrovarmi con me stesso. Poi quel momento finisce. Il telefono ricomincia a suonare, qualcuno mi aspetta o mi chiama, la strada riprende, il mondo torna a reclamarmi e ad essere ciò che sono ogni giorno.
Quando lascio quel posto o meglio quello stato d’animo so che, prima o poi, avrò nuovamente bisogno di tornarci per ritrovare ancora una volta quella persona dalla quale posso allontanarmi quanto voglio, ma che continuerà ad accompagnarmi sempre e ovunque : Me stesso.



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